Le Grotte di San Canziano – Škocjanske Jame

Quest’anno le nostre vacanze iniziano in Slovenia, e per i primi giorni decidiamo di visitare ciò che maggiormente caratterizza questa terra: le grotte. Il sottosuolo sloveno infatti, racchiude letteralmente un piccolo mondo. Ad oggi hanno scoperto più di 13.000 grotte, senza contare tutte quelle che, ahimé, ancora non sono raggiungibili. Ovviamente non possiamo visitarle tutte (sarebbe una missione degna di un supereroe!) e così ne abbiamo scelte due (le più famose): le Grotte di San Canziano e quelle di Postumia.

Le Grotte di San Canziano (Škocjanske Jame)

Questa mattina ci dirigiamo verso le Grotte di San Canziano (in lingua slovena Škocjanske Jame). La visita alle grotte è composta da 3 percorsi: il primo, all’interno delle grotte, accompagnati da una guida, e gli altri due, nelle zone circostanti, sono più a carattere escursionistico (ma molto brevi). Dopo aver pagato un biglietto ad una cifra davvero irrisoria per lo spettacolo che stiamo per ammirare, le guide accompagnano i visitatori all’entrata; a seconda della lingua parlata, i visitatori sono divisi in gruppi, ed assegnati alla rispettiva guida.

Stavolta siamo veramente fortunati, e ci ritroviamo in un gruppetto di appena 8 persone, “scortati” da una guida che parla perfettamente l’italiano. ci dispiace informarvi che all’interno delle grotte è assolutamente vietato scattare fotografie: la luce dei flash, alla lunga, potrebbe rovinare le grotte. Per capire la bellezza di questo luogo dovrete fidarvi del nostro racconto, e vedere qualche foto sul sito ufficiale delle Grotte di San Canziano.

Prima di entrare, la guida ci racconta velocemente la storia delle grotte.

La visita alle grotte

Le Grotte di San Canziano, UNESCOLe Grotte di San Canziano sono state scoperte nel 1823. Sono aperte al pubblico dal 1884, anno in cui furono scavati i primi sentieri nella roccia, in modo da permetterne la visita. Il 25 Novembre 1986 sono state inserite nella lista dei Patrimoni dell’UNESCO. All’interno delle Grotte di San Canziano ci sono circa 6 km di gallerie, scavati in milioni di anni dal fiume Reka, ma la parte visitabile è di “soli” 2,5 km. Le grotte sono divise in due parti: la Grotta del Silenzio, asciutta e scoperta soltanto nel 1904, e la Grotta del Rumore, dove scorre il fiume Reka, e scoperta nel 1851.

Finalmente iniziamo la gita, e dopo aver attraversato uno stretto cunicolo artificiale di 100 metri in cui la temperatura scende vertiginosamente fino a 12°, ci troviamo nella prima sala, la Sala del Crollo. La guida ci spiega che la sala ha preso il nome dal crollo della volta, avvenuto circa 12.000 anni fa in seguito ai forti movimenti tettonici dell’era glaciale. La sala è ricca di concrezioni, ed è conosciuta per questo come “Il Paradiso”. Le concrezioni sono le famose stalattiti e stalagmiti, ma come si formano e quali sono le une e le altre?!

Le stalattiti scendono dal soffitto verso il basso, sono vuote al loro interno (per capirsi, come delle cannucce), e ciò permette all’acqua, mista a calcare, di gocciolare e depositarsi sul suolo; da questi depositi nascono le stalagmiti, che invece sono piene, solide e massicce. Con il passare degli anni le due concrezioni possono perfino unirsi, dando vita alle colonne. A questo punto scopriamo una cosa davvero scioccante: sapete quanto tempo è necessario affinché una stalattite cresca di un solo centimetro? Ben 100 anni! E di fronte a noi ci sono alcune concrezioni alte diversi metri.

L’incontro con l’autore: il fiume Reka

Continuiamo il percorso fino ad arrivare alla Sala Grande, alta ben 30 metri e lunga 120. Qui troviamo la più grande stalattite delle Grotte di San Canziano, “il Gigante”, alta ben 15 metri e vecchia circa 250.000 anni. La sala è caratterizzata da diversi colori, dettati dai diversi minerali presenti nella roccia, e rispettivamente:

  • il bianco del carbonato di calcio
  • il rosso e marrone degli ossidi del ferro
  • il grigio scuro e nero degli ossidi del manganese

Le Grotte di Postumia, Postojnska JamaIn questa sala ci sono anche concrezioni diverse rispetto a quelle incontrate finora: le tendine, con una forma molto simile a delle tende, si formano quando l’acqua scivola lungo la parete, piuttosto che cadere a terra. A fianco vi lasciamo una foto, che nonostante sia stata scattata nelle Grotte di Postumia, rappresenta queste cosiddette “tendine”.

Riprendiamo il cammino per raggiungere la Grotta del Rumore, dove iniziamo a vedere il fiume Reka. Scorrendo dentro la grotta, ha contribuito a formare uno dei più grandi canyon sotterranei d’Europa (la sua altezza dal fondo al soffitto è più di 100 metri). Il fiume scorre con una potenza inaudita, e il rumore assordante, beh, ci fa intuire cosa abbia dato il nome a questa parte delle grotte. Seguiamo il percorso e, costeggiando il fiume, raggiungiamo il punto più basso delle Grotte di San Canziano, ad una profondità di 170 metri. Poco lontano da qui dobbiamo attraversare un ponte sospeso a 45 metri di altezza dal fondo della grotta; se soffrite di vertigini vi consigliamo di non sbirciare di sotto per alcun motivo.

Verso l’uscita

Continuiamo a seguire la guida, e la temperatura inizia lentamente a salire, mentre ci avviciniamo all’uscita delle grotte. Poco prima di tornare in superficie, ci troviamo di fronte ad un’altra formazione calcarea, questa volta con la forma di piccole ciotole. La guida ci spiega che queste ciotole sono state formate dall’acqua che, scorrendo sulla superficie inclinata della grotta, ha depositato nei secoli il calcare, fino a dare vita a queste concrezioni. Adesso purtroppo sono completamente secche, perché l’acqua in quel punto, ha smesso di filtrare attraverso il terreno. Queste ciotole ci ricordano moltissime le formazioni calcaree delle terme libere di Bagni San Filippo, nella Val d’Orcia.

Raggiunta l’uscita delle Grotte di San Canziano, la guida ci lascia continuare la seconda parte della visita, che si svolge in superficie, da soli. Qui il percorso assume un carattere escursionistico, costeggiando da vicino il fiume Reka, fino a condurci nuovamente al centro informazioni, da dove eravamo partiti questa mattina.

Quando torniamo all’auto, è ormai pomeriggio inoltrato, e dopo aver lasciato le valigie all’Homestead Vrbin, decidiamo di fare una passeggiata tranquilla, e goderci a pieno il nostro primo tramonto sloveno, in mezzo a spettacolari e dolci colline.

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