Zlatorog, il camoscio leggendario dalle corna d’oro

Viaggiando in Slovenia, specialmente nella parte nord-occidentale, è ricorrente la figura del camoscio dalle corna dorate. Si chiama Zlatorog, e in queste terre magiche, è considerato una Lasko, Zlatorogleggenda vera e propria.

Il suo nome compare anche sull’etichetta della birra più diffusa del paese, la Laško.

La leggenda del camoscio

La leggenda narra come il camoscio creò la Valle dei Laghi del Triglav, una zona selvaggia, aspra e rocciosa situata quasi nel cuore del Parco Nazionale del Triglav.

In passato Zlatorog vagava nella vallata in compagnia delle Dame Bianche, le fate che mantenevano verdi i pascoli montani e aiutavano gli uomini nel momento del bisogno.

Nel frattempo, nella Valle del Soča vicino a Trenta si stava complottando alle sue spalle. La figlia di un locandiere aveva ricevuto in dono alcuni gioielli da un ricco mercante veneziano. Così la madre della ragazza aveva chiesto al suo pretendente, un giovane povero ma abile cacciatore, di portarle in dote un tesoro di pari valore: l’oro di Zlatorog nascosto sotto il Monte Bogatin, e custodito da un serpente con molte teste. Se avesse fallito, avrebbe dovuto almeno portarle un mazzo di rose del Triglav come prova della sua fedeltà. Ma si trattava di un compito impossibile, perché si era nel cuore dell’inverno.

Fremente di gelosia, il giovane cacciatore salì sulla montagna in cerca del camoscio; pensava che se fosse riuscito a impossessarsi anche solo di un pezzetto delle sue corna dorate, il tesoro di Bogatin – e la sua amata – sarebbero stati suoi. Alla fine il giovane avvistò Zlatorog, prese la mira e fece fuoco, centrandolo in pieno.

Zlatorog BohjniIl sangue zampillato dalla ferita di Zlatorog sciolse la neve, e in quel punto fiorì magicamente una rosa del Triglav. Il camoscio morente ne mangiò qualche petalo e in men che non si dica tornò di nuovo in piedi. Quando balzò via, sul terreno toccato dai suoi zoccoli spuntarono altre rose, che attirarono il cacciatore sempre più in alto. Ma mentre salivano, il sole colpì le corna dorate di Zlatorog e il riflesso abbagliò il cacciatore, che perse l’equilibrio e precipitò in una gola.

Zlatorog, che fino ad allora era sempre stato mite e fiducioso, si infuriò vedendo che un semplice mortale lo aveva attaccato a quel modo. In preda alla rabbia, devastò la Valle dei Laghi del Triglav, creando il paesaggio desolato che si può vedere oggi. Poi abbandonò quelle terre insieme alle Dame Bianche per non farvi più ritorno.

E cosa ne fu degli altri personaggi? La figlia del locandiere attese invano il ritorno dell’amato. Con l’avvicinarsi della primavera la neve iniziò a sciogliersi ingrossando le acque del Soča, che un giorno le portarono un triste dono: il corpo del suo giovane spasimante, che stringeva ancora nella mano senza vita una rosa del Triglav. Quanto all’avida moglie del locandiere, la sua sorte ci è ignota.

Fonte: Lonely Planet Slovenia 2016

Faccia a faccia con Zlatorog

Poteva mancare una foto insieme a questa leggendaria celebrità? Ovviamente no! E così, a differenza del povero cacciatore, non ci siamo fatti sfuggire il camoscio.

Zlatorog Jasna

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2 Risposte

  1. fulvialuna1 ha detto:

    Grazie per questa curiosità.

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