GTS 2017 IX tappa: Weggis – Kesswil

Pronti, via! Ricaricati dalla tranquillità di Weggis, e con un sole splendente che ci accompagna nella nostra nona tappa in terra elvetica, oggi abbiamo due mète principali: l’Abbazia di Einsiedeln e le Cascate di Sciaffusa, meglio note come Cascate del Reno.

L’Abbazia della Madonna Nera ad Einsiedeln

Così in mattinata arriviamo a Einsiedeln, e senza troppi problemi troviamo subito la strada per l’abbazia, lasciando l’auto proprio nel parcheggio di fronte. La nostra visita si concentra soprattutto sulla chiesa dell’abbazia.

L’Abbazia di Einsideln è una sede della Chiesa Cattolica in Svizzera, ed è immediatamente soggetta alla Santa Sede. Il complesso, mèta di pellegrinaggio, è composto, oltre agli spazi abitativi per i monaci, da una scuola abbaziale, dieci officine, una cantina per il vino prodotto nell’abbazia e stalle per i cavalli dell’allevamento interno. La storia dell’abbazia risale al 934, quando una comunità monastica fu fondata nello stesso luogo dove l’eremita San Meinrado morì martire nel 861.

L’interno dell’edificio è davvero spettacolare, completamente ricoperto di affreschi biblici in stile rococò, e ornamenti in oro. Ma la parte più famosa e (almeno per noi) più interessante della Chiesa di Einsiedeln è la cappella della Madonna Nera.

La cappella è proprio davanti al portone della chiesa, al centro della navata, e con le sue decorazioni in oro è davvero bellissima. La statua della Madonna risale al 1466 e si dice che in origine la carnagione della Madonna fosse di colore bianco; ma il fumo delle candele, e della lampade a olio, l’hanno annerita al punto che decisero di colorarla definitivamente di nero.

Terminata la visita in questa splendida chiesa, che a nostro parere è stata una delle più belle viste in Svizzera, riprendiamo la strada diretti verso le Cascate del Reno.

Le cascate più grandi d’Europa: le Cascate del Reno

Per accedere alle cascate, ci sono due modi:

  1. dalla sponda sud, in cui si trova l’ampio parcheggio, dove pagando un biglietto di 5 CHF avrai la possibilità di visitare il Castello di Laufen.
  2. dalla sponda nord, senza costi di ingresso.

Le Cascate del Reno, note anche come Cascate di Sciaffusa, sono le cascate più estese in Europa. Le cascate hanno un’ampiezza di 150 metri e un’altezza di 23 metri, d’estate si infrangono sulle rocce 600 m³ di acqua al secondo. Le cascate si sono formate nel corso di migliaia di anni in seguito a diverse glaciazioni, che hanno deviato il corso del fiume Reno.
Dopo l’ultima glaciazione, circa 100.000 anni fa, il fiume cominciò a scavare il suo letto attuale nel calcare; e sulla zona di transizione tra il calcare e i sedimenti trasportati dai ghiacciai in fase di ritiro, di facile erosione, si formarono le cascate che hanno raggiunto la fisionomia attuale tra 17.000 e 14.000 anni fa.

La forza incontrastabile della natura

Entriamo dalla sponda sud, e restiamo subito impressionati dalla potenza dell’acqua, che scorre dando l’impressione che niente la possa contrastare, ma che allo stesso tempo, con il sole che attraversa gli schizzi d’acqua della cascata, forma dei meravigliosi arcobaleni al centro del fiume. La cosa che più ci sorprende (piacevolmente) di questo posto è la possibilità, per come è ben organizzato, di fare numerose esperienze e vedere le cascate da ogni angolazione.

Le cascate sono infatti circondate da un sentiero che permette di farne il giro completo, anche ad altezze diverse. Per i più avventurosi, sono disponibili traghetti che ti portano esattamente al centro della cascate, su una roccia molto sporgente. Noi optiamo per la camminata intorno alle cascate, per niente impegnativa e molto rilassante. Ne approfittiamo per pranzare sulle sponde del Reno, all’ombra di un albero e col sottofondo del suono delle cascate e del cinguettio degli uccellini.

Ovviamente, se vuoi seguire i nostri passi, puoi trovare il percorso che abbiamo fatto tra le nostre tracce GPS.

L’Abbazia di San Gallo

Ormai alla fine del pomeriggio, ci rimettiamo in auto, direzione Kesswil, dove abbiamo già prenotato una camera al Reni’s Oase am Bodensee. Lasciamo i bagagli, e decisi a sfruttare le ultime ore disponibili, ci concediamo l’ultima visita della giornata, alla Abbazia Benedettina di San Gallo.

Le zone principali di questo enorme complesso sono la bellissima cattedrale in stile barocco e la biblioteca. Quest’ultima, con i suoi 170.000 libri, vanta la più grande collezione di libri in lingua tedesca del Medioevo, tra cui il Codex Abrogans uno dei più antichi testi in lingua tedesca esistente, risalente all’ottavo secolo. Grazie anche alla sua straordinaria biblioteca, l’Abbazia di San Gallo è, dal 1983, Patrimonio dell’UNESCO come «un perfetto esempio di grande monastero Carolingio».

Potrebbero interessarti anche...

4 Risposte

  1. vittynablog ha detto:

    Bellissimo itinerario , col caldo di questi giorni ( in toscana ) ci voleva proprio leggere di acqua e cascate! Mi avete fatto sognare!!! 🙂

    • Lost Route ha detto:

      Grazie della visita, molto gentile! Beh si, nell’ultimo periodo stiamo cercando per lo più percorsi “acquatici” o immersi nel bosco, per contrastare il caldo atroce di questi giorni.
      Conosci per caso qualche luogo da suggerirci nella nostra bellissima regione? 🙂

  2. vittynablog ha detto:

    Quale onore chiedere a me se conosco qualche zona toscana immersa nel verde per fare trekking!

    Di certo saranno luoghi a voi già conosciuti… ma tant’è questi conosco.. dunque al fresco dei boschi del Monte Amiata si possono raggiungere le terme di San Filippo ( una parte è aperta a tutti, ideale per rinfrescarsi dopo una lunga camminata ) Inutile dire che il luogo è bellissimo!!!

    Poi c’è la Garfagnana che permette percorsi naturali partendo da Castelnuovo.

    Oppure, ricordo che quando ero vigilatrice nella colonia di Ponte Sestaione ( pt ) facemmo un percorso a piedi lungo i sentieri e arrivammo fino al Lago Santo.

    Se cercate troverete tutte le indicazioni possibili !

    La parte della Maremma, l’avete già fatta e vi assicuro mi avete fatto sognare! Sono sempre arrivata in quei luoghi, tipo Populonia, in auto mai a piedi . Mi è venuta una gran voglia di andare a toccare con mano quelle bellezze naturali. Magari in ottobre, col fresco!

    Buone esplorazioni dunque e a presto rileggervi!!!! 🙂

    • Lost Route ha detto:

      Abbiamo già fatto questi sentieri, ad esclusione del Monte Amiata, che purtroppo dista 2 ore e poco più da casa nostra, ed organizzare un intero fine settimana fuori, non è mai semplice.
      La zona della Maremma è eccezionale, la costa è talmente differente dal resto della Toscana, che quasi sembra di essere in un’altra regione. Il mare poi, è di quel blu che ruba il cuore 🙂 E si, ti consigliamo di andarci tra metà settembre e fine ottobre, per evitare il caldo straziante di questo periodo.
      Se ti interessa avere qualche spunto per una escursione, abbiamo una lista sempre aggiornata di sentieri da seguire a questa pagina: Tracce GPS. Facci sapere cosa ne pensi! 😉

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: