Colonnata: un paese tra le cave di Marmo

È domenica pomeriggio, e siamo dalle parti di Carrara per una veloce visita ai parenti: decidiamo quindi di fare un salto a Colonnata, un paesino incastonato nelle Alpi Apuane, e più precisamente tra i monti Sagro, Maggiore e Spallone.

Le origini di Colonnata risalgono all’insediamento, sorto intorno al 40 a.C., per l’alloggio degli schiavi. Questi ultimi erano destinati allo sfruttamento delle cave, per l’impiego a Roma del marmo locale.

Le cave di marmo e i depositi, a cielo aperto #2 Colonnata

Colonnata: il paese bianco

Per arrivare al paese, percorriamo una stradina tortuosa ed affiancata dalle cave di marmo per qualche chilometro. Troviamo un posto e possiamo parcheggiare la macchina direttamente in Piazza Palestro, la piazza principale. La prima cosa che ci colpisce, non appena scesi dall’auto, è una sola: l’avvolgente colore bianco. Colonnata è infatti completamente decorata con il marmo (come potete vedere dalle foto che abbiamo scattato), dalla fontana in piazza alle scalinate, dalle panchine agli stipiti di porte e finestre, dalle targhe commemorative ai bordi dei vicoli.

Targa del monumento 'Al Cavatore' ColonnataGirovagando tra le vie silenziose di questo piccolissimo borgo, arriviamo in una piazzetta di fronte alla Chiesa di San Bartolomeo e affacciata sulle cave di marmo, dove è stato posizionato il Monumento al Cavatore: una scultura in marmo bianco di Carrara che si erge maestosa di fronte alle cave, interamente eseguita a mano dallo scultore Alberto Sparapani, che rappresenta una statua di Cristo che si erge dalla montagna bianca, con alcune immagini di cavatori, intenti a fare il loro quotidiano lavoro, sul fondo.

Il Cristo che si erge maestoso dall’ardita vetta marmorea, che gli fa da piedistallo, è realizzato in un unico blocco e ha duplici riferimenti simbolici: da una parte egli nasce dalla montagna di marmo che gli fa da madre, dall’altra, sovrastandola, cerca di dominarla, in nome dei figli di quella stessa terra che sacrificano la loro vita nell’estrazione dei blocchi.

Monumento 'Al Cavatore' Colonnata

Questa vista, a nostro avviso, è tanto affascinate quanto terribile. Vedere questo enorme monte bianco, da cui ogni giorno sono estratti enormi blocchi di marmo, è una cosa straordinaria, tecnologicamente parlando. Se ci fermiamo a riflettere sullo sfruttamento intensivo di questi luoghi, sul fatto che giorno dopo giorno il marmo a disposizione è sempre meno… Beh, questa è la parte terrificante della storia.

Le cave di marmo e i depositi, a cielo aperto #3 Colonnata

Il tesoro di Colonnata: il lardo

Accompagnati da questi pensieri, continuiamo il nostro tour tra le vie del borgo, fino a concederci una meritata merenda a base del prodotto che, insieme alle cave, rende orgoglioso e conosciuto nel mondo questo piccolo paesino: il Lardo di Colonnata. In tutto il paese sono sparsi decine di negozi che vendono e producono questo salume IGP (indicazione geografica protetta); perché questo prodotto è tipico, ma soprattutto unico, di questo luogo? La risposta è nel marmo, ovviamente.

In queste zone il marmo è impiegato anche per conservare gli alimenti. Dal marmo si ricavano le conche in cui vengono riposte, a strati alterni, le falde di lardo suino e la salata con i vari aromi: pepe, cannella, chiodi di garofano, coriandolo, salvia e rosmarino. Le conche, strofinate con aglio, hanno temperature ed umidità particolari, per cui il prodotto finito ha caratteristiche uniche. La vasca piena è poi coperta, controllata periodicamente e riaperta circa 6-10 mesi più tardi a stagionatura ultimata.

A pancia piena ci rimettiamo in marcia, facciamo altri due passi e qualche ultima foto, e salutiamo Colonnata. Per quanto sia un piccolissimo borgo nel cuore delle cave di marmo, è molto conosciuta in Italia e nel mondo, grazie soprattutto al suo pregiato lardo.

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