Una giornata nel Chianti, tra castelli e vigne

Non potendo uscire per un’escursione a causa di un lieve “infortunio” che impedisce ad uno di noi di camminare, e non potendo tuttavia rinunciare alla nostra uscita domenicale, questa settimana abbiamo deciso (anche grazie al consiglio di alcuni conoscenti) di dirigerci nel Chianti, e seguire in auto la Strada dei Castelli, in provincia di Siena.

Lungo la Via Chiantigiana

Cartina Strada dei CastelliLa Strada dei Castelli del Chianti si sviluppa lungo la SS 408: le strade del Chianti sono uniche, e riconoscibili per i “muri” di pietra ai lati della strada, ornata da ulivi e vigne prestigiose. Lungo questa strada sono stati riconosciuti 5 itinerari, ognuno con un colore diverso, che permettono di visitare abbazie, monasteri, castelli e borghi di un’altra epoca, con la possibilità di godere a pieno la cultura gastronomica dell’entroterra toscano.

I percorsi non sono lunghi, ma vi consigliamo di prenderla con calma: noi non siamo riusciti a farli tutti in una giornata sola, sia perché siamo partiti un po’ tardi, sia perché non ci piace visitare luoghi sconosciuti “in fretta e furia”.

Itinerario Blu

Abbiamo iniziato il nostro tour con l’itinerario blu, che comincia poco dopo aver oltrepassato il ponte sul fiume Arbia a Pianella. Imboccata la strada, che rimane sulla destra, siamo passati da San Giusto a Rentennano: inizialmente sede di un monastero di monache benedettine, divenne proprietà della famiglia Ricasoli, un nome ricorrente in tutta la zona dei castelli.

Il percorso continua verso la tappa successiva, che scorgiamo già in lontananza, prima di arrivare: il Castello di Lucignano. Circondato da vigne di Chianti Classico DOCG e dipinto tra colline dorate/verdi, oggi è una bellissima struttura turistica, in cui il silenzio è la caratteristica e la qualità che apprezziamo di più.

Lucignano

Il castello ha le sue origini in epoca medievale: svolse funzioni difensive nel territorio chiantigiano, risultando spesso conteso tra Fiorentini e Senesi durante la lunga lotta espansionistica delle due Repubbliche, fino a passare definitivamente sotto il controllo fiorentino nel 1452. A seguito della caduta della Repubblica di Siena nel 1559, vennero meno le esigenze militari che avevano contraddistinto le funzioni del castello; il complesso venne così trasformato in fattoria dalla famiglia Ricasoli. Nel 1994 venne acquistato dagli attuali proprietari e restaurato, mentre nei terreni attorno furono reimpiantate le viti per la produzione del Chianti Classico DOCG.

Del complesso originale è rimasto soltanto un edificio, che si trova subito alla destra dell’ingresso principale, ma vale la pena scendere e fare un giro. L’intero borgo ci ricorda molto Castelfalfi, per il panorama circostante, i colori tipici, e l’assenza totale di suoni artificiali.

Dopo una visita a piedi nel borgo, ci rimettiamo in auto, diretti verso il Castello di Brolio, ultima tappa dell’itinerario blu.

Il Castello di Brolio

Ripresa la strada, diretti verso il paese di San Regolo, passiamo accanto ad unaTenuta e Villa La Torricella tenuta, La Torricella: sulla sommità della collina è posta la Villa, restaurata nel 2009/10, al centro di altri edifici sparsi; l’intero complesso è circondato da vigneti di pregiato Chianti.

Ai piedi del paese di San Regolo, riusciamo ad intravedere la nostra prossima meta: il Castello di Brolio. L’edificio, in seguito alle numerose ristrutturazioni, presenta una incredibile diversità di stili, dai bastioni tipici del Medioevo al Romanico e al Neogotico. Restiamo un po’ sbalorditi dall’imponenza delle mura esterne, che nel corso dei secoli hanno protetto il castello da numerosi attacchi, ma oggi sono davvero in ottimo stato. Abbiamo creato una breve galleria fotografica, che purtroppo non rende a pieno l’idea di bellezza e maestosità dell’intero complesso, ma magari riesce ad incuriosirti ancora un po’!

Il Castello di Brolio

Pagando un biglietto del costo di 5€ (veramente irrisorio secondo noi, per quanto interessante e affascinante è la visita), possiamo entrare nei giardini per fare un giro intorno al castello ed apprezzarne la bellezza da molto vicino; inoltre, è inclusa nel biglietto la degustazione di un vino all’enoteca presso le cantine Barone Ricasoli.

Oltre alla visita dei giardini, è possibile scegliere altri tour guidati, che probabilmente terremo in considerazione per un’occasione speciale, o per trascorrere una giornata/serata da non dimenticare, dentro una “chicca” delle nostre terre.

Itinerari Rosso e Viola

Il Castello di CacchianoRisaliti in macchina dopo un veloce pranzo al sacco (siamo ormai due specialisti in materia!), abbandoniamo l’itinerario blu per immetterci in quello rosso, e tornare sulla SS 408. Lungo un viale di cipressi si giunge al vicino Castello di Cacchiano, che ha origini in età romana, ma oggi è la sede di una rinomata azienda agricola. Fu costruito, sempre dalla famiglia Ricasoli, con la funzione di difesa del territorio circostante.

Rientrati sulla Strada dei Castelli, e proseguendo verso Gaiole in Chianti, svoltando a Una torre del Castello di Meletodestra iniziamo l’itinerario Viola, alla volta del Castello di Meleto. In origine era un possedimento dei monaci benedettini, ma qualche secolo dopo fu confiscato da Federico I Barbarossa, che consegnò l’edificio e le terre circostanti ad un ramo della famiglia Ricasoli. Oggi è sede della Viticola Toscana, una importante società agricola per azioni, che ha ristrutturato i casali e trasformato quelli intorno al castello, in agriturismi. Inoltre, è possibile prenotare un tour all’interno, della durata di circa 30 minuti.

Una “perla” sperduta

Ci rimettiamo sulla strada verso casa, costantemente attorniati da vigneti, colline con mille sfumature e guidati dalle note del silenzio, fermandoci ogni tanto per scattare qualche foto. Ad un certo punto ci imbattiamo in un piccolo borgo, ancora contornato dalle mura originali: San Gusmé. Così decidiamo di scendere e fare un giro, per respirare ancora un po’ l’atmosfera dei paesini tipici del Chianti senese.

Entrata a San Gusmé, via della Porta

A volte serve anche un po’ di fortuna per trovare questi borghi meravigliosi, di cui nessuno parla, e che davvero in pochi hanno il privilegio di conoscere.

Consigliamo a tutti coloro che amano la nostra bellissima regione di fare questo giro, poiché racconta un piccolo pezzo della nostra storia, ed in questa zona, dai colori e dagli odori tipici del Chianti, si riesce a respirare la vera Toscana.

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Una risposta

  1. 10 Febbraio 2018

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